venerdì 16 marzo 2012

CRISI E BANDA LARGA

MANCANZA DI INFRASTRUTTURE A LARGA BANDA E BASSA PRODUTTIVITA’ ITALIANA

Achille De Tommaso
Presidente ANFoV
Amministratore Delegato Skylogic



SE L’UNIONE EUROPEA, LA GLOBALIZZAZIONE, LA DIFFUSIONE DELLA TECNOLOGIA E L’EURO SONO GIOCHI IN CUI, COME FORSE DIREBBE ADAM SMITH, TUTTI VINCONO , VUOL DIRE CHE QUI IN ITALIA DI QUESTI PROCESSI CI SIAMO PERSI QUALCOSA.


INFATTI LA GLOBALIZZAZIONE SEMBRA AVER RESO PRECOCEMENTE OBSOLETO IL MODELLO DEL MADE IN ITALY RENDENDOCI PIU’ DIFFICILE, GIA’ DA PIU’ DI UN ANNO F, FARE PROFITTI; NON SOLO CON SCARPE E CRAVATTE, MA ANCHE CON MACCHINE UTENSILI, CON I MOBILI, CON IL TURISMO.


E POI E’ ARRIVATA LA CRISI MONDIALE; DOVE NELLO STESSO TEMPO LA GLOBALIZZAZIONE HA ANCHE IMPIETOSAMENTE MESSO A NUDO LA CARENZA DI INFRASTRUTTURE E DI SKILLS CHE CONSENTIREBBERO ALL’ITALIA DI FARE UN SALTO DI QUALITA’ E DI COMPETERE NEI SETTORI DELL’HI-TECH.


DA QUI E NON DALLA CONTRAFFAZIONE DEL MADE IN ITALY PROVENGONO LA BASSA COMPETITIVITA’ CHE I PRODOTTI ITALIANI STANNO SPERIMENTANDO



IL PROBLEMA, POI E’ CHE NON SOLO NON SIAMO COMPETITIVI NEI CONFRONTI DEI PAESI EMERGENTI, MA ANCHE NEI CONFRONTI DI FRANCIA E GERMANIA.


E LA MINOR COMPETITIVITA’ E’ DATA DALLA MINORE PRODUTTIVITA’, CHE, AD ESEMPIO, NEL CASO DELLA PRODUTTIVITA’ MANUFATTURIERA, VA DAI 48000 EURO PER ADDETTO IN ITALIA, AI 65000 EURO CIRCA DI FRANCIA E GERMANIA.


PER AUMENTARE LA COMPETITIVITA’ E MIGLIORARE I SALARI, QUINDI, NON BASTA TAGLIARE LE TASSE SUL LAVORO, MA BISOGNA MIGLIORARE LA PRODUTTIVITA’ PER ADDETTO.


E PER QUESTO OCCORRONO QUEGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI IN INFRASTRUTTURE UMANE E FISICHE CHE, NEI DECENNI PASSATI, LA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE E POLITICA NON E’ RIUSCITA A GARANTIRE.


INNANZITUTTO LE STRUTTURE UMANE: DOBBIAMO DIMENTICARE CHE I PAESI “LOW COST” SIANO TERZO MONDO. QUESTI PAESI SONO ORMAI IN GRADO DI SFORNARE PIU’ INGEGNERI E LAUREATI DI QUANTI NE PRODUCA TUTTA L’EUROPA.

LA CINA, AD ESEMPIO, LAUREA OGNI ANNO QUASI UN MILIONE DI STUDENTI IN INGEGNERIA E SCIENZE, E LA SUA COMPETITIVITA’ QUINDI , SI BASERA’ SEMPRE MENO SUL BASSO COSTO DEL LAVORO.

MA IL TEMA DELLA SCARSA ALFABETIZZAZIONE ITALIANA E’ STATO GIA’ TRATTATO IN ALTRA SEDE, E QUI IO INVECE DESIDERO CONCENTRARMI SUL TEMA DELLA


MANCANZA DI STRUTTURE FISICHE



LO SANNO TUTTI: IL MERCATO DELLE TELECOMUNICAZIONI MONDIALI VIVE UN MOMENTO DIFFICILE. MA NON E’ UNA NOVITA’: LO STA VIVENDO DA ANNI, E NON DALL’INIZIO DELLA COSIDDETTA “CRISI MONDIALE”.

NON RIUSCIAMO PIU’ A REGISTRARE QUELL’INCREMENTO SIGNIFICATIVO DELLO SVILUPPO DEL MERCATO DELLE TELECOMUNICAZIONI CHE AVEVAMO RISCONTRATO FINO AI PRIMI ANNI DEL 2000. LA CRISI MONDIALE HA SOLO ACUITO QUESTO PROBLEMA E RESO PIU’ URGENTE PORVI RIMEDIO.


INOLTRE, E SOPRATTUTTO IN ITALIA, NON RIUSCIAMO A VEDERE UNA ADEGUATA EVOLUZIONE DELLA LARGA BANDA; PRINCIPALMENTE A CAUSA DELLA MANCANZA DI INFRASTRUTTURE FISICHE


IN ASSENZA DI RAPIDI CORRETTIVI, PER L’ITALIA NON SUSSISTE LA POSSIBILITA’ DI ARRIVARE A QUEI PROGRESSI FONDAMENTALI CHE HANNO PORTATO TUTTI I PAESI CHE HANNO INVESTITO IN INFRASTRUTTURE PER TELECOMUNICAZIONI A VEDER COMUNQUE INCREMENTATO IL LORO PIL, ANCHE IN MOMENTI DI CRISI ECONOMICA. E QUINDI RIUSCIRE AD EMERGERE VELOCEMENTE ANCHE DA QUESTA CRISI.



INFATTI LE IMPRESE SONO OGGI PIU’ CHE MAI PORTATE ALL’OBBLIGO DI RIDEFINIRE I CONFINI DEL PROPRIO MERCATO, PER COMPRENDERVI TUTTE LE EVOLUZIONI TECNOLOGICHE CHE I LORO CONCORRENTI GIA’ USANO. ANCHE E SOPRATTUTTO ALL’ESTERO.


UN BUON ESEMPIO DA STUDIARE ATTENTAMENTE E’ IL GIAPPONE, COL SUO PROGRAMMA “UBIQUITOUS JAPAN”: QUESTO PIANO PREVEDE CHE TUTTI I CITTADINI DEL GIAPPONE, ENTRO IL 2012, ABBIANO LA LARGA BANDA A 100 MEGA. ( I GIAPPONESI HANNO ANCHE LANCIATO, TRA L’ALTRO UN COMPLETO PIANO DI SCOLARIZZAZIONE INFORMATICA DI TUTTI I CITTADINI).


MA VENIAMO ALLO SPECIFICO CASO ITALIANO:


IL CONTINUO AUMENTO DEL TRAFFICO SULLE RETI, L’ESPANSIONE DEL NUMERO DI UTENTI INTERNET, LA CRESCENTE DOMANDA DI ACCESSO A DATABASE MULTIMEDIALI E L’ENORME COSTO DEI CAPITALI, RENDONO INDISPENSABILE FAR EVOLVERE L’INFRASTRUTTURA DELLA RETE DI TELECOMUNICAZIONE UTILIZZANDO MODELLI “FUTURE PROOF”. IN GRADO DI CONSENTIRE L’UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE PIU’ AVANZATE SALVAGUARDANDO GLI INVESTIMENTI GIA’ EFFETTUATI.




LE RETI DI NUOVA GENERAZIONE SONO LA RISPOSTA.

SONO LA TECNOLOGIA ABILITANTE DELL’ERA IMMEDIATAMENTE A NOI FUTURA: RIDUCONO I COSTI E ABILITANO NUOVI SERVIZI E NUOVI MODELLI DI BUSINESS IN REGIME COMPETITIVO.


LE CHIAVI PER LA CRESCITA CHE LE NGN CI DANNO SONO QUINDI DATE DALLA MAGGIOR PRODUTTIVITA’ , OTTENUTA DALL’UTILIZZO DI SISTEMI E RETI INNOVATIVE, CHE DEVONO PERO’, PER ESSERE COMPLETAMENTE EFFICACI, SUSSISTERE A LIVELLO NAZIONALE.



E’ QUINDI IMPORTANTE LA DRASTICA DIMINUZIONE , O ANNULLAMENTO DEL COSIDDETTO DIGITAL DIVIDE. NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE. Infatti ''piu'' di sei milioni di persone in Italia sono ancora escluse da ogni comunicazione a banda larga; E NON SOLO NEL SUD. Questo è un ritardo insostenibile, che ha effetti non solo economici, ma anche sociali.


IO CREDO CHE UNO DEI BUONI MODELLI PER LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO DI QUESTA PORTATA POSSA ESSERE RAPPRESENTATO DA UNA ALLEANZA TRA IL MONDO PUBBLICO E QUELLO PRIVATO : (QUINDI CON OPERATORI, FORNITORI DI TECNOLOGIA, ISTITUZIONI FINANZIARE).

PERO’ A CERTE CONDIZIONI_:


a. IL MONDO PUBBLICO DOVRA’ RAPIDAMENTE ASSICURARE, A MIO PARERE, OLTRE AL RUOLO ISTITUZIONALE E AL GOVERNO DEL PROGETTO, ANCHE LA RICERCA E L’IMPEGO DI RISORSE FINANZIARIE PER LA REALIZZAZIONE DEI RETI DI NUOVA GENERAZIONE NELLE AREE A BASSO TASSO DI MERCATO. OLTRE ALLO SVILUPPO DI INFRASTRUTTURE E SERVIZI PER LA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE.


b. IL MONDO PUBBLICO DEVE POI FACILITARE GLI INVESTIMENTI IN INNOVAZIONE, FORNENDO SICUREZZA NORMATIVA E REGOLATORIA AGLI INVESTITORI.


E SOTTO QUESTO ULTIMO ASPETTO, IMPORTANTISSIMO, LE AUTORITA’ LOCALI DEVONO :

PRIMO. ASSOLUTAMMENTE RICONOSCERE LO SFORZO FINANZIARIO CHE GLI OPERATORI, ANCHE I PIU’ PICCOLI SI ACCOLLANO E SI ACCOLLERANNO NEL CONTRIBUIRE ALLO SVILUPPO DELLE RETI DI NUOVA GENERAZIONE; ED IL CONSIDEREVOLE RISCHIO D’IMPRESA ASSOCIATO.

SECONDO. LE AUTORITA’ LOCALI DEVONO COLLABORARE CON GLI OPERATORI PER INDIVIDUARE LE INFRASTRUTTURE ESISTENTI E GIA’ UTILIZZABILI. E PER QUELLE NUOVE DEFINIRE RAPIDAMENTE NORME TECNICHE CHE SIANO VALIDE IN TUTTO IL PAESE E NON DIVERSE REGIONE PER REGIONE, PROVINCIA PER PROVINCIA, COMUNE PER COMUNE. L’ANFoV, di cui sono presidente, per altro, sta già definendo un documento tecnico su questo tema.

TERZO. LE AUTORITA’ E LE UTILITIES LOCALI DEVONO FORNIRE L’ACCESSO ALLE INFRASTRUTTURE ESISTENTI CON UN REGIME DI PREZZI PARITARIO ED EQUO PER TUTTI GLI OPERATORI. QUESTO REGIME DI PREZZI POTREBBE ARRIVARE ANCHE AL TITOLO GRATUITO, QUALORA LE INFRASTRUTTURE FOSSERO STATE COSTRUITE CON SOLDI PUBBLICI. GUADAGNANDO EVENTUALMENTE.I COMUNI, SULL’EROGAZIONE DEI SERVIZI. Infatti la connettività è uno dei beni fondamentali nella società moderna; e in questo modo i piccoli centri potrebbero, per esempio, avere delle reti comunali dove appunto il Comune distribuisce la connettività gratuitamente ai residenti, e anche agli eventuali turisti. Perché la connettività migliora comunque l’economia locale e migliora il turismo.



DOBBIAMO PERO’ ESSERE RAPIDI E PRAGMATICI, PERCHE’ SU QUESTE NUOVE RETI SI GIOCA LA FUTURA COMPETITIVITA’ DEL PAESE.





Un ultimo punto: Il Documento dell’ing. Francesco Caio.

NON AVENDO IO ANCORA LETTO IL DOCUMENTO CHE L’INGEGNER CAIO HA PRESENTATO AL GOVERNO IL 19 MARZO, MI PERMETTO DI FARE DELLE OSSERVAZIONI SULLA BASE DI CIO’ CHE HO LETTO SULLA STAMPA


1. Va bene la costituzione di Società congiunte Pubbliche e Private, ma E’ IMPORTANTE CHE QUESTE SOCIETA’ COSTRUSCANO E GESTISCANO L’INFRASTRUTTURA FISICA, E CHE NON EROGHINO SERVIZI. Per non rischiare di tornare ad un regime di monopolio. L’uso della rete, PER EROGARE SERVIZI, deve essere concesso in maniera paritaria a tutti gli operatori dotati di licenza.

2. Nelle aree dove non si identifichino entro pochi mesi; (diciamo sei mesi), soggetti privati INTERESSATI A CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DELLA RETE, si utilizzino fondi pubblici (eventualmente anche fondi UE) per costituirla.

3. CI SONO DELLE INFRASTRUTTURE ESISTENTI E NON UTILIZZATE. E’ importante che si faccia un “Inventario” di esse. Da essere condotto , eventualmente col supporto degli operatori e delle Associazioni come ANFoV.

4. E’ importante COMUNQUE che le reti e gli investimenti degli operatori esistenti siano salvaguardati. Gli operatori già con una rete potranno decidere se diventare soci di questa Rete Congiunta, facendo confluire la propria rete fisica; ma non dovrà essere obbligatorio. Sta diventando infatti, COMUNQUE, prassi comune il “network sharing” tra operatori

1 commento:

  1. Condivido il concetto che debba esserci un gestore della rete fisica il quale non eroghi servizi. Inoltre vorrei sottolineare come il "digital divide" uccida non tanto il residenziale, ma lo stesso business. Solo qualche mese fa, parlando con il CIO di una società ubicata nella cintura esterna di Torino, lo stesso affermava che non poteva introdurre in azienda le unified communication per assoluta carenza di banda. A quando l'equivalente delle autostrade informatiche di Clinton, a quando un piano per ridurre se non azzerare il digital divide?

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