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GLI OPERATORI MOBILI ANNUSANO LA FIBRA

MOBILE OPERATORS: WAKE UP AND SMELL THE FIBRE Friday, 11 February 2011 14:16 Operators must position mobile broadband as a complement to fixed, not as a substitute, according to a new report. By Heather McLean Mobile broadband operators in markets with developed fixed broadband infrastructure should prepare for a decline in market growth. Recent research from Analysys Mason’s Connected Consumer survey indicates that interest in mobile broadband among non-subscribers declined slightly in all markets between 2009 and 2010, and subscriptions to mobile broadband are unlikely to grow at the same high level during the next year as they did in previous years. Attempts to sell mobile broadband as a substitute for fixed are likely to fail, the report states, as there is a strong perception among consumers that mobile broadband is not as fast, more unreliable and more pricey than fixed broadband. Over 70% of those expressing an opinion in the survey agreed with statements that mobile broadband w...

Fibra ottica: l'Italia tra i maggiori mercati europei con 2,5 milioni di abitazioni cablate e 348 mila abbonati

Il nostro Paese, nonostante i ritardi e le polemiche che circondano lo sviluppo rete internet di nuova generazione (NGN), risulta uno dei maggiori mercati d'Europa in termini di cablaggio e adozione della fibra ottica. Lo confermano i dati preliminari rivelati oggi da FTTH (Fiber to the Home) Council Europe, secondo cui a fine dicembre 2010, sono oltre 2,5 milioni le abitazioni cablate e 348 mila gli abbonati che utilizzano la fibra ottica. I dati, raccolti per FTTH Council Europe su base semestrale dalla società di ricerche IDATE, mostrano che il numero di abbonati in fibra ottica in Italia è all’incirca il 13,7% del totale del numero delle abitazioni cablate. La situazione è destinata a migliorare notevolmente se il progetto "Fibra per l'Italia" sarà portato avanti. Tale progetto, lanciato congiuntamente da Fastweb, Vodafone e Wind, punta diffondere la fibra ottica raggiungendo 20 milioni di persone nelle 15 più grandi città d’Italia entro il 2015. L’iniziativa è pa...

Riflessione sulla SCIENZA

È impossibile separare la scienza dal suo contesto storico sociale concreto. L’immagine dello scienziato chiuso in laboratorio che fa la grande scoperta è oggi un po’ comica. A promuovere la scienza sono innanzitutto i gruppi interessati a usarne le ricadute: l’università, l’industria (sempre più immateriale), i grandi centri medici e farmacologici, l’esercito. La portata ideologica della scienza lievita dentro questi interessi. L’industria culturale, anziché arroccarsi su posizioni conservatrici e invocare la repressione, dovrebbe “cavalcare la tigre”, osare, andare oltre la rendita parassitaria e migliorare la qualità di ciò che vende. Il suolo del copyright, visto in maniera classica e tradizionale, è forse improduttivo: è tempo di ruotare le colture.

SIAMO SICURI DEL "CLOUD" ?

Il cloud è sicuramente il modello di erogazione dei servizi ICT del futuro sebbene ci siano in essere ancora delle discussioni sulle sue definizioni. La verità è che non esiste una soluzione adatta a tutte le necessità delle aziende nel cloud. Ogni cliente richiede diverse applicazioni per far funzionare il business in modo più efficiente. L’approccio ibrido prende il meglio di ogni soluzione e offre una varietà di scelte che aprono una serie di opportunità. Il cloud “ibrido” realizzato da Vmware con i partner Verizon, Teramark e Colt e che da San Francisco fornisce 145.000 virtual machine per il self service di soluzioni It, precisando che “per Vmware il cloud ibrido è la combinazione di proprie soluzioni specificatamente studiate per il cloud e risorse messe a disposizione dai provider con cui collabora”. La soluzione di Cloud Ibrido risulta essere un modello preferito dai CIO dalla ricerca Colt, confortata anche da un rapporto IDC, la domanda di questo tipo di approccio, conosciuto ...

ANFOV : Larga banda e grande rete nazionale

RETI DI NUOVA GENERAZIONE ORIENTATE ALLO SVILUPPO DEL PAESE ED ALL’AZZERAMENTO DEL DIGITAL DIVIDE • Siamo consci della posizione arretrata del nostro Paese • Stiamo elaborando idee e progetti, volendo tutti insieme contribuire allo sviluppo del nostro Paese permettendo un suo netto salto di qualità • Siamo convinti che la Larga Banda possa contribuire grandemente a tale sviluppo • Dalla nostra esperienza, vediamo grandi impedimenti dati da normative non coordinate, assenti o non aggiornate rispetto alle evoluzioni delle tecnologie (di scavo, posa, materiali…) • Proponiamo interventi legislativi e normativi che facilitino lo sviluppo delle reti in Fibra Ottica e che ne garantiscano coordinamento e compatibilità nel quadro di una grande rete nazionale • L’applicazione dei nostri suggerimenti permetterà di dare un grande impulso all’economia nazionale e di ridurre il problema del Digital Divide • Non vi saranno oneri aggiuntivi per lo Stato • Gli investimenti degli Operatori e delle ammin...

Gli Italiani tra i più ricchi al mondo

Secondo uno studio su 160 paesi, pubblicato a fine ottobre e condotto dal CREDIT SUISSE RESEARCH INSTITUTE, gli italiani sarebbero tra i piu' ricchi al mondo. Non è uno scherzo, lo studio ha per titolo GLOBAL WEALTH REPORT e alla sua redazione hanno lavorato i maggiori esperti al mondo in materia di ricchezza; tra cui Anthony Shorrocs, ex direttore del World Institute for Developments Economics research e Jim Davies dell'University of Western Ontario. Tra l'altro gli indicatori utilizzati non sono quelli della richezza media, ma quelli della cosiddeta "ricchezza mediana", che appaiono essere indicatori piu' significativi, in quanto forniscono un'indicazione sia del livello di diffusione del benessere, sia della capacità complessiva di un paese di sopportare senza traumi dei forti shock finanziari esterni; come è l'attuale crisi globale. Gli indicatori rilevano la ricchezza delle famiglie; finanziaria e immobiliare. Ebbene, secondo lo studio il nostro ...

NECESSITA’, NELLE AZIENDE ITALIANE, DI UNA CULTURA SULL’INNOVAZIONE

SE L’UNIONE EUROPEA, LA GLOBALIZZAZIONE, LA DIFFUSIONE DELLA TECNOLOGIA E L’EURO SONO GIOCHI IN CUI, COME DICE ADAM SMITH, TUTTI VINCONO , VUOL DIRE CHE QUI IN ITALIA DI QUESTI PROCESSI CI SIAMO PERSI QUALCOSA. LA GLOBALIZZAZIONE SEMBRA AVER RESO PRECOCEMENTE OBSOLETO IL MODELLO DEL MADE IN ITALY RENDENDOCI PIU’ DIFFICILE FARE PROFITTI NON SOLO CON SCARPE E CRAVATTE, MA ANCHE CON MACCHINE UTENSILI, CON I MOBILI, CON IL TURISMO. Infatti, anche in questi settori, comunemente dimenticati quando si parla di “made in Italy”, e nei quali siamo o siamo stati leader mondiali, stiamo perdendo terreno. NELLO STESSO TEMPO LA GLOBALIZZAZIONE PARREBBE ANCHE AVERE IMPIETOSAMENTE MESSO A NUDO LA CARENZA DI INFRASTRUTTURE CHE CONSENTIREBBERO ALL’ITALIA DI FARE UN SALTO DI QUALITA’ E DI COMPETERE NEI SETTORI NON SOLO DEL MADE IN ITALY, MA ANCHE DELL’HI-TECH. E’ opinione comune, infatti, che vi sia in Italia una carenza di strutture tecnologiche; carenza che si sviluppa a macchia di leopardo sul ter...