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Superintelligenze aliene: un rischio per l’umanità di Achille De Tommaso - 24/02/2017 15:27:39

SECONDO LA NASA È MOLTO PROBABILE CHE VIVIAMO IN UN MONDO SIMULATO DA SUPERINTELLIGENZE ALIENE. E CIO’ RAPPRESENTA UN FORTE RISCHIO PER L’UMANITA’. Sì, non è un racconto di fantascienza: da anni, abbastanza zitti zitti, alcuni scienziati stanno valutando il fatto che sia molto verosimile che il mondo in cui viviamo non sia reale, ma virtuale; cioè che il nostro universo non sia altro che una simulazione. Le evidenze di questo fatto scioccante sono parecchie, e sono state in realtà presentate già anni fa in alcuni consessi scientifici; considerate allora ipotesi interessanti, ma remote. A mio parere fatte sottacere anche per la paura del ridicolo di cui potessero ammantarsi gli scienziati coinvolti. Oggi, considerando come meglio stiamo padroneggiando l’universo digitale, l’ipotesi è considerata non solo realistica, ma anche preoccupante. Al punto da aver interessato ultimamente la NASA, in quanto l’idea ultima fa ritenere che delle superintelligenze aliene abbiano creat...

Antropologia digitale: il futuro della musica di Achille De Tommaso – 13/01/2017 09:26:28

Non voglio tediarvi, qui, circa discorsi sul “tramonto dell’era dell’Hi-Fi”; quando, una volta, persone che potevano permettersi di spendere, acquistavano sistemi comprendenti amplificatore con “pre e finale” di alta classe, magari valvolare, e scatole separate e costosissime come CD player, Cassette player, tuner, giradischi (magari tangenziali) e casse. Le casse che erano la chiave di tutto e, spesso, erano anche la parte che da sola, poteva costare come tutto l’impianto. Ovviamente ci sono ancora alcune di queste persone; ma i loro Hi Fi sono visti come una Jaguar E-Type, come un’auto d’epoca; bellissimi da vedersi e da mostrare. Ma poco da usare, a meno che tu non sia un vero audiofilo. Un discorso a parte, poi, meriterebbero quelli che, ancora oggi, acquistano favolosi impianti Hi-Fi, tipo Bose o B&O; ma li comprano perché sono “belli da vedersi”, perché fanno arredamento; non perché, NECESSARIAMENTE, a loro piaccia la musica. Ma qui voglio parlarvi della musica popolare...

Industria 4.0, gli impatti di lungo periodo sul sistema socio-economico

Industria 4.0, gli impatti di lungo periodo sul sistema socio-economico Home Industry 4.0 Industry 4.0 è molto di più di un nuovo metodo di produzione. Ha molti vantaggi, ma anche sfide. Come la sicurezza, la necessità di “investimenti al buio”, gli aspetti sociali e politici. Tutti fattori avvolti ancora in grande indeterminazione. Facciamo il quadro 14 Dic 2016 Achille De Tommaso Anfov La datazione del termine “Industry 4.0” è molto probabilmente il 2011, quando Henning Kagermann, capo della Acatech (Accademia Nazionale Tedesca di Scienze e Tecnologia) usò esattamente questo termine per descrivere un progetto sponsorizzato dal governo. Possiamo quindi anche ritenere che questo “movimento” sia iniziato in Germania da alcuni anni; e già ora, infatti, alcune delle più importanti aziende tedesche hanno fatto buoni progressi in questa direzione: il loro elenco comprende Basf, Bosch, Daimler, Deutsche Telekom, Klokner & CO. e Trumpf. I...

I robot usati nelle aziende sono “Persone elettroniche” e ci rubano la pensione. di Achille De Tommaso – 25 luglio 2016

L'Unione Europea, a seguito di un rapporto presentato a fine maggio, potrebbe mettere allo studio una legge per tamponare l’incremento dell’uso di robot; intesa a compensare la perdita di posti di lavoro di esseri umani.  E, come risultato, a scoraggiare l’uso di robotica e intelligenza artificiale. Il rapporto dichiara  che  robotica e intelligenza artificiale possono danneggiare l’esistenza di una gran parte del lavoro ormai fatto da esseri umani, sollevando preoccupazioni per il futuro dell'occupazione e per la congruità dei sistemi di sicurezza sociale. La soluzione è dichiarare i robot “persone elettroniche”. Il percorso legislativo è ancora all’inizio: un piccolo comitato del Parlamento Europeo ne sta discutendo da settimane; e il risultato di queste discussioni verrà poi presentato all’intero Parlamento. Questa discussione più ampia, in realtà, potrebbe durare un certo tempo; infatti, poiché i tentativi di legiferazione, in UE, sono innumerevoli, ad ognuno di es...

Ma quali competenze digitali, se l'Italia ha smesso di investire in cultura

In Europa nel campo digitale siamo arretrati in tutto. Anche nella cultura digitale. Il Bel Paese ha il numero di immatricolazioni universitarie più basse; le relative tasse sono le terze più care d'Europa e gli abbandoni sono tanti. di  Achille De Tommaso - 14 luglio 2016 - AGGIORNAMENTO 13 GIUGNO 2019 Secondo i parametri DESI (Digital Economy and Society Index) della UE, siamo arretrati in quasi tutto ciò che riguarda il digitale. Ma quello che sicuramente ci dovrebbe preoccupare di più, è renderci conto che, rispetto agli altri paesi europei, siamo arretrati nella cultura digitale; nei cosiddetti  skill . E, come vedremo, la causa di ciò, probabilmente, è che, dolorosamente, siamo arretrati nella  cultura ; in generale. Quella cultura di cui siamo stati la culla. Innanzitutto i grafici DESI illustrano il fatto che, nel  capitale umano digitale ,  siamo non solo arretrati rispetto alla media europea, ma anche rispetto a quei paesi europei che si...

La débacle delle nostre telecomunicazioni - di Achille De Tommaso 24-5-2016

Calo dei prezzi incontrollato, miopi regole UE e vincoli normativi danneggiano, forse irreparabilmente, il comparto. I n Italia, secondo varie fonti, (vedi grafico) negli ultimi 5 anni, il comparto delle telecomunicazioni ha perso più di un quarto del suo valore, in Spagna più o meno lo stesso. La Francia ha perso il 17%, la Germania e UK l’8,5%. Mentre gli USA hanno guadagnato il 16% ! Infatti negli USA i  ricavi della telefonia fissa calano, ma l’incremento della telefonia mobile e dei “devices” compensa più che bene questo calo. Perché accade questo ? A causa del calo dei prezzi e della diversa concentrazione di operatori nei due continenti. Il calo incontrollato dei prezzi Per quanto riguarda i prezzi: se analizziamo innanzitutto l’ARPU (Average Revenue Per User), ossia quanto ricava in media un operatore da un cliente. Negli USA esso è rimasto costante, negli ultimi cinque anni,  a circa 50 dollari. Si è verificato infatti che, mentre la telefonia f...